Apparecchiare. Le regole non sono cambiate, è tutta una questione di misure

APPARECCHIAREQuando si hanno ospiti a casa ciò che occorre è un generoso mix di affetto, calore e premura.

A tutto ciò va aggiunto un piccolo promemoria di semplici regole che, dettate da secoli di gentilezza, sono rimaste fondamentalmente le stesse: inossidabili al tempo e alle mode.

Innanzitutto partiamo dal tavolo su cui si mangia, esso deve essere sufficientemente basso da consentire ai gomiti di restare naturalmente aderenti alla persona senza che questa debba stringersi nelle spalle per servirsi delle posate.

Un tavolo che superi un’altezza di 75 cm fa sembrare tutti più goffi, mette le persone in secondo piano, per questo si dovrà si dovrà provvedere ad accostarlo a sedie abbastanza alte da consentire una posizione il più possibile comoda.

Quando le gambe saranno piegate a 90 gradi e il bordo del tavolo sfiorerà lo stomaco, allora si avrà una perfetta seduta. Il modello di tavolo ideale è un bel tavolo rotondo per accogliere, un ricco centrotavola, bottiglie e piatti da portata.

La tovaglia per ricoprirlo dovrà essere di buon tessuto, perfettamente linda e stirata, intonata ai mobili come al servizio da tavola e corredata da tovaglioli di almeno 45 cm per 45.

Su come poi predisporre il servizio da tavola le regole non sono rigidissime e possono cambiare da un Paese all’altro. Il modo migliore per apparecchiare la tavola si può decidere solo in base al menù e alla circostanza.

La sequenza giusta in cui collocare i piatti prevede come prima cosa la presenza del sottopiatto, su cui si porrà il piatto piano e poi quello fondo. Solo alla fine del pasto, quando si toglierà il sottopiatto, allora potrà essere portato in tavola il piattino da frutta o quello da dessert.

Le tazze a due manici con piattino, saranno portate in tavola nel caso in cui vi sia un consommé. L’insalatiera va posta a sinistra e magari sostituita con un piccolo piatto. In alto e a sinistra del piatto vanno disposti i piattini per il pane; si toglieranno dopo aver servito i formaggi. I contenitori per olio sale e pepe si disporranno solo se necessari.

I bicchieri o calici se hanno lo stelo, sono in genere tre: due per il vino e uno per l’acqua e vanno collocati in alto a destra. Vanno così disposti, in ordine da sinistra verso destra: prima il bicchiere per l’acqua, poi quello medio per il vino rosso e infine quello piccolo per il vino bianco. Il flûte o coppa per lo spumante o champagne va inserito al momento opportuno e solo se sarà rimasto solo il calice per l’acqua.

Le posate vanno disposte accanto al piatto e partendo dalla posizione più all’esterno va sistemato prima il cucchiaio che avrà la parte concava rivolta verso l’alto, e subito dopo il coltello. Le forchette vanno invece collocate a sinistra, con i rebbi rivolti verso l’alto. Ognuna dopo l’uso dovrà esser portata via con il piatto. Le posate da dessert troveranno posto in alto, in posizione orizzontale davanti ai piatti, con i manici rivolti verso la mano che le userà.

Durante la conversazione le posate verranno appoggiate a triangolo sul piatto, con i rebbi della forchetta rivolti verso il basso. Alla fine del pasto le posate dovranno essere posizionate una di fianco all’altra sul piatto con l’impugnatura rivolta verso il commensale e i rebbi della forchetta rivolti verso l’alto. Pinze per asparagi e altre posate per cibi particolari si possono usare a patto che appartengano allo stesso servizio e solo se non disturbano la disposizione degli altri elementi.

Annamaria Parlato