Bergamotto: una riserva di bioflavonoidi. I cardiologi lo consigliano…

BERGAMOTTODelle proprietà benefiche del bergamotto si è parlato al 78° Congresso nazionale della Società italiana di cardiologia (SIC) conclusosi a Roma a fine dicembre, grazie allo stand di “Citrus – L’Orto italiano” che ha raccolto l’opinione di diversi cardiologi presenti.

Ricco di flavonoidi, il bergamotto riduce i livelli di colesterolo nel sangue, ed è particolarmente consigliato dai medici.

Il succo del bergamotto presenta una elevata concentrazione di bioflavonoidi – ha spiegato il prof. Vincenzo Montemurro, membro del Consiglio direttivo del SICe dal suo succo sono stati estratte strutture analoghe alle statine, i farmaci inibitori del colesterolo. Dunque consigliamo a chi soffre di ipercolesterolemia di bere quotidianamente una spremuta di bergamotto, eventualmente mescolata con una spremuta di arancia che ne mitiga l’asprezza”.

I flavonoidi possiedono proprietà antiossidanti, antiinfiammatorie e vasoprotettive.
Ma nessun agrume ne ha una concentrazione così ricca – ha sottolineato ancora Montemurro – per cui il consumo di bergamotto è consigliato anche a diabetici, obesi, ipertesi, a chi soffre di epatopatie, a fumatori. Si tratta di un ‘farmaco naturale’ ben conosciuto come salva-cuore”.

Il bergamotto è una pianta endemica della Calabria molto utilizzata nell’industria dei profumi, recentemente riscoperta come frutto di consumo.

Il 90% della produzione va all’industria cosmetica – ha chiarito Ezio Pizzi, Presidente del Consorzio del Bergamottoe il 10% in frutterie, ma la crescita dei consumi cresce a livelli esponenziali ogni anno. Oggi vengono commercializzati 20 mila quintali annui di frutto fresco per un valore di circa 3 milioni di euro. Oltre che gustato come frutto, viene consumato anche per spremute, infusi, o come aromatizzante o in marinatura in gastronomia. Ricordiamo anche che si tratta di una DOP a filiera controllata O.P. riconosciuta dal Ministero dell’Agricoltura”.