Cara portulaca, ti mangio, ti pesto e ti metto anche sott’aceto!

PORTULACA insalatadi Antonella Dell’Orto

biologa contadina

Ho un vaso in cui non pianto nulla, nel corso dell’anno la Natura fa il suo corso e, in maniera spontanea c’è sempre qualcosa che nasce…è un bel laboratorio! Ora a far da padrona vi è la portulaca!

Il suo nome scientifico è Portulaca oleracea  ed è una pianta erbacea succulenta della famiglia delle Portulacaceae. n Italia la Portulaca cresce un po’ ovunque ed è considerata alla stregua di un’erbaccia infestante.

La si può trovare facilmente negli orti, lungo le sponde di fossati, nei campi, accanto ai marciapiedi e tra i campi incolti. La Portulaca è conosciuta nelle diverse regioni d’Italia con diversi nomignoli quali: porcellana comune, porcacchia, sportellecchia, erba grassa, erba dei porci, ecc. Fra tutte le malerbe cittadine è probabilmente una tra le erbe mangerecce più conosciute.

Tutta la parte aerea della Portulaca è commestibile: foglie, fiori, semi e fusto.

In particolare in cucina vengono utilizzate le foglie, crude, o cotte, ma senza dubbio è mangiandole crude che il nostro organismo ne trarrà vantaggio, in quanto manterremo inalterati le vitamine e i sali minerali che con la cottura andrebbero inevitabilmente distrutti

E’ una delle maggiori fonti vegetali di acidi grassi Omega-3; 100 grammi di foglie di Portulaca contengono all’incirca 350 mg di acido α-linolenico (acidi grassi facenti parte del gruppo di Omega-3). Oltre a questi ultimi contiene buone quantità di vitamina A (su 100g 66 RAE), vitamina C (21g su 100g di foglie) e alcune vitamine del gruppo B, come la Riboflavina (B2) e la Niacina (B3).

Mi piace ricordare un’esperienza che ho vissuto qualche anno fa con un percorso di Ortoterapia condotta con i ragazzi dell’ICATT. Si coltivava un orto estivo con pomodori, melanzane zucchine e ad un certo punto fa la sua comparsa l’erbaccia e, senza pensarci su uno dei ragazzi la strappa.

Questo gesto mi portò a fare una considerazione: Ecco ,dissi, hai fatto quello che la società fa con te: ti ritiene un erbaccia e senza complimenti ti “strappa” …E se cambiassimo atteggiamento?  Osserva,  Studia, Impara e scoprirai che non è per niente un erbaccia ma che  invece nasconde tante virtù. Penso che da allora Giuseppe nella sua insalata aggiunge sempre qualche foglia di “Purchiacchella” e non si sente più tanto “erbaccia”.

PORTULACA sott’ACETO

2-3 tazze di foglie e steli di portulaca

250 ml. d’acqua

250 ml. d’aceto bianco

2 spicchi d’aglio

1 cucchiaino di sale

1 cucchiaino di semi di senape nera

1 cucchiaino di semi di nigella (cumino nero)

Preparazione

Mettere in un pentolino l’acqua con l’aceto, il sale e gli spicchi d’aglio e portare a ebollizione. Stipare la portulaca in due barattoli capienti. Versarvi la miscela di aceto e i semi di senape nera e nigella, quindi chiudere i barattoli.

Conservare in frigo per una settimana prima di consumare.

PORTULACA CRUDA INSALATA

 

PESTO DI PORCELLANA

 75 grammi di porcellana/portulaca

2 cucchiai di Parmigiano

160 ml. di olio evo

sale

Procedimento

Pulite la porcellana tagliando le radici ed i gambi. Prendete le foglioline in cima e le più piccole che trovate lungo i gambi. Lavatele poi immergendole in acqua fredda con un po’ di bicarbonato. Dopo circa 10 minuti sciacquatele ed asciugatele. Mettete poi le foglie in un recipiente alto dove potrete frullarle con il mixer insieme al resto degli ingredienti.