Il piennolo giallo del Cilento. Sempre più amato e protagonista delle tavole locali

PIENNOLO GIALLO 01SALERNO. In un momento storico in cui il villaggio globale è sempre più connesso ed interconnesso grazie alla tecnologia, il recupero delle piccole identità territoriali ha acquisito un significato del tutto nuovo.

Si moltiplicano le iniziative che con forza rivendicano una storia fatta di sapori e saperi, eleggendo l’Italia come la culla della biodiversità, la cornice perfetta di un infinito numero di micro patrimoni da proteggere.

Ne è convinta anche Rosa Pepe, icona del concetto di “recupero” grazie al lavoro che svolge quotidianamente per il CREA OF di Pontecagnano, Centro di ricerca per l’orticoltura ed il Florovivaismo della Regione Campania.
Per dare un valore aggiunto alle nostre tavole dobbiamo ripartire da questi prodotti che appartengono alla nostra storia e che oggi possono rappresentare delle vere e proprie preziose microeconomie. Per farlo abbiamo bisogno dei contadini custodi che hanno preservato e custodito queste varietà nel tempo, in quanto ne hanno ben compreso il valore e quindi hanno provveduto a rinnovare i semi, a conservarli e custodirli. La loro generosità gli consente di mettere a disposizione i semi al CREA, che presso il suo centro avvia il lavoro di caratterizzazione morfofenologica e agronomica, al fine di stabilire se è una vera biodiversità o una varietà commerciale. Dopo si passa al lavoro per filiera, cercando di coinvolgere agricoltori, trasformatori e ristoratori, al fine di renderla disponibile anche sul mercato”, spiega Pepe.
Un lavoro che cammina perfettamente a braccetto con un’altra realtà che salva dall’oblio, recupera e valorizza le piccole produzioni agricole come Slow Food.

piennolo gialloIn questo periodo, nel Cilento, grande fermento vi è attorno ad un progetto di valorizzazione del pomodoro giallo Cilentano o meglio definito “pummarole gialle o piennuli antichi gialli” partito nel 2016 dalla sinergia tra Condotta Slow Food Gelbison, Parco Nazionale del Cilento, degli Alburni e del Vallo di Diano e CREA OF.
In un’areale che va indicativamente da Casalvelino a Novi Velia e tutt’intorno al territorio di Vallo della Lucania, questo pomodoro dal sapore acidulo e dalla polpa spessa, veniva usato per la sua capacità di resistere alla siccità, amatissimo tutt’oggi sia ad acquasale che all’insalata con le alici salate.
E’ un simbolo antico che caratterizzava di giallo intenso, a differenza di quanto accadeva nella zona del Vesuvio, le abitazioni di una volta e le balconate. Quel piennolo giallo che ricopriva l’inverno, permettendo di allungare generosamente la stagionalità estiva del pomodoro.
Addirittura è stato verificato che trapiantandolo in campo – con un poco di ritardo – riesce a dare frutti fino a dicembre. Una forma tondo quadrata, solo leggermente pizzuta, che oggi rivive in circa due ettari totali, divisi tra i numerosi appezzamenti degli agricoltori che hanno deciso di scommettere su questa produzione. Un numero esiguo ma non troppo, se si pensa che si tratta di una pianta che cresce in altezza con l’aiuto dei tutori.
Ed anche quest’anno è partita le piantine sono andate a colorare sia luoghi istituzionali che piccoli orti, tutti contribuiscono alla rinascita di questa biodiversità. L’obiettivo è recuperare una microfiliera virtuosa, tornando ad apprezzare un patrimonio culturale e gastronomico.

COMUNITA’ del CIBO
Tra i progetti più a breve termine vi è senz’altro la costituzione di una Comunità del Cibo Terra Madre”, ci racconta Assunta Niglio della Condotta Slow Food Gelbison. Un modo per assicurare una maggiore tutela a chi si sta stringendo con fatica attorno a questa operazione di salvataggio. I produttori che per primi si sono rimboccati le maniche sono Gino Fedullo (tra i promotori), Giovanna Voria, Gigliola Cammarota, Edmondo Soffritti, Emilia Di Gregorio, Annamaria Bertolini, Paolo Menza, Pasquale De Iorio ed Alessandro Di Polito.

insalata piennolo e alici - foto di Rosa Pepe

INSALATA col PIENNOLO
Tra i tanti utilizzi in cucina che si possono annoverare con questo pomodoro giallo, vi è senz’altro la classica insalata, stavolta però invernale e ricca di tutti i prodotti che si è riusciti a conservare in qualche modo. Ognuno la realizzava (e la realizza tutt’oggi) in base alla disponibilità del momento, ma in generale questo piennolo tagliato a metà ben si sposa con le olive nere, la cipolla bianca e le alici sott’olio. Ma c’è da divertirsi con la creatività, perfetta insalata di conserve invernali a cui possono aggiungersi melanzane, carciofini e golosità del genere.

PECULIARITA’ PREZIOSE
Questi pomodorini hanno il vantaggio di poter crescere quasi “a secco”, cioè senza essere annaffiati. Si sviluppano molto lentamente e vanno raccolti con l’intero ramo quando diventano gialli. Vanno poi appesi con dello spago in un luogo asciutto ed arieggiato dove si conservano molto a lungo, anche fino a 6 mesi. Ultimamente molti chef li stanno apprezzando ed inserendo nei loro menù. Portare a conoscenza appassionati ed addetti ai lavori è il modo più semplice per creare richiesta, assicurando ai produttori almeno un piccolo mercato di sopravvivenza.

da sx Rosa Pepe Tommaso Pellerino Giovanna Voria Assunta Niglio

da sx Rosa Pepe, Tommaso Pellegrino, Giovanna Voria ed Assunta Niglio