PAT. La triglia rossa di Licosa, l’eccellenza che viene dal mare…

TRIGLIA rossa Licosa 02CASTELLABATE (SA). “Dopo oltre due anni di promozione ed un complicato dossier di candidatura presentato il 10 gennaio 2017 dalla sottoscritta, è apparsa sulla Gazzetta Ufficiale del 29 luglio u.s. con Decreto del 14 luglio 2017 nel nuovo elenco dei PAT, Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Finalmente un giusto riconoscimento per un prodotto notevole ma poco conosciuto e valorizzato. Da anni abbiamo cercato di promuoverlo a livello locale ma anche nei più importanti eventi nazionali ed internazionali legati alla valorizzazione di prodotti con una forte identità territoriale, come il Salone del Gusto di Torino e Slow Fish a Genova.

Il successo di una politica di tutela e valorizzazione legata all’uso di un marchio o di un riconoscimento, come nel nostro caso, è fondamentale anche per dare vita ad una vera e propria filiera tra produttori, trasformatori, ristoratori e consumatori finali.” Così commenta Assunta Niglio, attivista convinta a favore del territorio, impegnata in politica quanto nelle associazioni.

Di seguito una dettagliata scheda per conoscere meglio questa triglia dalle straordinarie caratteristiche organolettiche:

Nome scientifico: Mullus surmuletus Linnaeus

Principali caratteristiche morfologiche:
La rossa di Licosa, come la chiamano i pescatori locali, è una triglia di scoglio. Presenta il corpo moderatamente compresso lateralmente, con il muso dal profilo obliquo.

Sotto il mento presenta un paio di spessi barbigli, la cui lunghezza è maggiore di quella delle pinne pettorali. Non presenta spine sull’opercolo.

Ha due pinne dorsali, la prima ha una base piccola mentre la seconda è più ampia. Le scaglie sono grandi e in numero da 33 a 37 lungo la linea laterale.

Colorazione:
La triglia di Licosa ha una caratteristica colorazione rosso vivo sul dorso, con bande gialle o arancioni che corrono lungo i fianchi.

Quando pescata, dopo la morte, la colorazione perde di intensità e può divenire rosa intenso. Sulla prima pinna dorsale presenta delle caratteristiche fasce trasversali bianche e scure, ben marcate su un fondo giallastro.

TRIGLIA rossa Licosa 01

Distribuzione e habitat:
Vive nello specchio d’acqua tra Ogliastro Marina e Punta Licosa, nell’Area Marina Protetta di Santa Maria di Castellabate, in un fondale ricco di Posidonia oceanica ad una profondità massima di circa 50 metri.
Il Cilento ha, fra le sue caratteristiche particolari, una che lo rende alquanto unico: la presenza del Flysch.

Si immagini un mare primordiale, la Tetide, che si estendeva fra il continente africano e quello eurasiatico e che cominciava a restringersi fino al Mediterraneo attuale (che si riduce sempre più fino alla totale scomparsa fra 50 milioni di anni), dove un grosso fiume erodeva un continente, i cui frammenti sono rimasti in Sardegna e Corsica e ne depositava i detriti sulla scarpata sottomarina.

Questi costituiscono il Flysch del Cilento, che è stato a sua volta eroso in epoche geologicamente più recenti da alternanze glaciali ed interglaciali avvenute nel Quaternario.

Evidenza di questi fenomeni si osservano nella piana di Licosa, terrazzo ben noto, e nei fondali che si spingono fino alla isobata di 200 metri, dove si trova un terrazzamento più antico osservabile solo nelle carte nautiche e, naturalmente, conosciuto dai pescatori cilentani.
Ed è in questi fondali rocciosi che si è sviluppato un ecosistema la cui particolarità è data dal substrato roccioso, il Flysch, e che ha permesso l’istaurarsi di condizioni di flora e fauna tipiche della zona.
La triglia di scoglio ha proprio qui il suo ambiente favorevole da cui derivano le qualità dal sapore unico e apprezzato da tutti.

Taglia: le femmine possono raggiungere 40 cm di lunghezza totale (LT), mentre i maschi non superano i 30 cm LT.

Dieta e riproduzione:
La presenza di Posidonia e del famoso flysch del Cilento permette uno sviluppo di piccoli crostacei di cui la triglia è ghiotta: questo giustifica la colorazione rosso intenso.

La riproduzione avviene da aprile a giugno. La taglia di prima maturità, secondo i diversi autori, è compresa tra 13 e 16 cm LT nei maschi e tra 15 e 19 cm LT nelle femmine.
Da giovane ha abitudini gregarie, mentre gli adulti vivono solitari o in piccoli gruppi, in modo particolare durante la riproduzione per evitare che le uova vengano mangiate dai propri simili.

Modalità di pesca:
La triglia rossa di Licosa vive ad una profondità che va dai 10 ai 50 metri e, data la presenza di scogli affioranti, se ne pescano solo circa 20 Kg al giorno per barca.

Viene utilizzato il tremaglio, rete da posta disposta verticalmente e spesso molto lunga che viene lasciata in mare in modo che siano le prede a raggiungerla e a rimanervi impigliate. Viene pescata al mattino perché, usando un’espressione dialettale dei pescatori, la triglia ‘a rvola (si muove).

Un po’ di storia:
La triglia, fin dall’antichità, viene conosciuta non solo per la sua prelibatezza ma anche con la credenza che sia le sue rosee carni che il suo profumo avessero delle proprietà erotizzanti al punto di togliere ogni forma di inibizione.
Passando a luoghi di nostro interesse e a tempi più recenti, si narra che nel Cilento sia sbarcato San Paolo prigioniero e che Francesco d’Assisi abbia parlato ai pesci dalle rive di questo mare. Mescolando sacro e profano, i pescatori di oggi raccontano che, certo per merito del Santo, quello che si pesca qui è tra i pesci più saporiti del mondo.
Anticamente per la pesca alla triglia si accedeva in questo tratto di mare, in cui la presenza di scogli affioranti è notevole, col gozzo cilentano, a doppia prua e vela latina o remi.

La rete utilizzata prima del tremaglio era quella a maglia larga, chiamata rallo, in cotone. Le reti venivano colorate dai pescatori utilizzando il tannino ricavato dalla corteccia dei pini per far si che si mimetizzassero.
Oggi è di uso quasi universale il nylon che ha il pregio di essere praticamente invisibile nell’acqua.
Una volta tirate con l’ausilio del manganieddo, oggi chiamato rullo, le reti venivano messe al sole ad asciugare.
Le triglie venivano consumate fresche o conservate sotto sale, come le alici.

TRIGLIA rossa Licosa 02